Home Progetto
| Stampa |


 “LO ZODIACO DEL PRINCIPE E I DECANI DI SCHIFANOIA”

Astrologia e Magia ai tempi della  Corte Estense

Le 36 tempere su tavola dei decani e dei segni zodiacali realizzate
da Maurizio Bonora.



Comuni, signorie e principati nel Rinascimento italiano gareggiavano con grandi imprese artistiche per costruire una forte immagine identitaria.
Nella seconda metà del quattrocento a Ferrara il Duca Borso d’Este a partire dal1465 realizzò qualcosa di straordinario: interpretando il sincretismo umanistico immaginò una residenza chiamata la Delizia di Schifanoia.Il Palazzo doveva contenere la summa sapienziale del suo tempo.
Questi contenuti furono espressi nel grande salone d’onore dipinto completamente dal pavimento al soffitto. Nella parte alta delle pareti campeggiavano le dodici divinità olimpiche a protezione delle molte attività che si svolgevano nel corso dell’anno.
Gli dei e il loro mondo furono rappresentati in abiti cortigiani perché doveva compiersi una osmosi speculare verso la parte sottostante dove si celebrava il Duca nel magistero delle sue principali attività.

L’impresa artistica fu guidata dal segretario particolare di Borso: Pellegrino Prisciani bibliotecario di vasta cultura astrologica. Il suo merito fu di introdurre una tematica di assoluta novità che doveva stupire chiunque entrasse nel salone. Infatti per separare la parte alta con il trionfo degli dei dalla parte bassa con le celebrazioni di Borso, il Prisciani concepiva la terza zona; la fascia mediana dipinta col prezioso blu lapislazzolo dalla quale emergevano le divinità astrali, ovvero gli antichi decani, potenze stellari “capaci” di determinare i destini umani. Queste raffigurazioni nei dipinti di Schifanoia furono, in parte umanizzate quindi rese molto diverse dalla loro origine demoniaca. Peraltro la loro rinascita fu dovuta anche alla scoperta nel 1417 del poema Astronomica di Manilio nel quale si trova una puntuale descrizione.
Volendo ipotizzare la funzione delle figurazioni astrologiche, bisogna considerare che la loro completa rappresentazione affiancava tutte le divinità olimpiche. Si vollero radunare a Schifanoia tutte le potenze che, in qualche modo, secondo il pensiero del tempo, potevano reggere le sorti umane.

Diventa plausibile pensare che questa inusitata iconografia costituisse un grande Panteon, un potente Talismano per intercettare gli influssi benefici che potevano venire dalle misteriose profondità dello spazio.
Nel 1598 gli Estensi dopo avere edificato una grande capitale, debbono fuggire e rifugiarsi a Modena. Senza eredi maschi legittimi, perdono il ducato a favore di Roma e Ferrara, in poco tempo, diventa un presidio militare ai confini dello Stato Pontificio. La città spogliata del suo grande patrimonio artistico, vede il degrado dei suoi tesori. Anche un luogo rappresentativo come Schifanoia non venne risparmiato dal degrado tanto che i dipinti furono coperti da ripetute mani di calce.

Sulla base del solo ricordo letterario, un pittore locale Giuseppe Scaroli nel1821 si vanta di essere il primo che riscopre un buon tratto di affreschi. Con i successivi restauri, purtroppo si recuperarono solo due delle quattro pareti. Praticamente si salvarono solo quelle parti realizzate ad affresco, le altre due, dipinte a secco, sono perdute per sempre. Diversi artisti si sono avvicendati nel tentativo di ricostruire episodi pittorici cancellati.
Nel 1980 Maurizio Bonora, artista ferrarese, inizia un accurato studio delle deboli tracce riguardanti la fascia astrologica. I piccoli frammenti sono stati incrociati con gli antichi codici astrologici, con le rare rappresentazioni sopravissute dei decani antichi e con la produzione astrologica del rinascimento riguardante tutta la pittura e la miniatura.
Il raffronto incrociato creava la griglia operativa per tentare la ricostruzione della fascia mediana di Palazzo Schifanoia. Nel 1989, la ricomposizione dei mesi di ottobre, novembre, dicembre, gennaio e febbraio era completata. La ricostruzione dei cinque comparti in grandezza naturale fu eseguita a tempera su tavola e vennero presentati per la prima volta alla critica e al pubblico in una esposizione ospitata nello stesso salone d’onore di Palazzo Schifanoia nel 1992.

Il lavoro di ricostruzione fu in seguito completato riproducendo la parte esistente, proprio per avere a disposizione l’anello completo che si snoda nella parte mediana del grande salone. L’opera completa è composta da trentasei tavole alte un metro per uno sviluppo orizzontale di metri trentotto.


Lo Studio Archeo900 ripresenta questa magnifica mostra, già esposta a Bruxelles nel 1996 nell'Hotel De Ville, a tutte le Ambasciate, gli Istituti di Cultura e le Istituzioni italiane nel mondo.
Siamo certi che questa mostra può  consentire, anche in nazioni molto distanti dall’Italia, di far conoscere questo periodo storico così peculiare per la Corte Estense attraverso le opere realizzate da questo importante artista contemporaneo.